CADUTE DALL’ALTO: LAVORO ESEGUITO CON DIPENDENTI DIRETTI

Cadute dall’alto: obblighi e responsabilità dei proprietari di fabbricati e dell’amministratore di condominio.

Nel voler predisporre un’analisi degli obblighi e delle responsabilità di proprietari di fabbricati e del condominio nell’esecuzione di lavori in quota, occorre, innanzitutto, distinguere due macro-categorie di ipotesi:

  1. Quella in cui i proprietari/condominio eseguono il lavoro in proprio impiegando i propri dipendenti diretti ;
  2. E l’altra, senz’altro più frequente, in cui il lavoro venga affidato ad un soggetto esterno, impresa o lavoratore autonomo, mediante contratto d’appalto e di lavoro autonomo: in tal caso questi ultimi assumono il ruolo di committente; figura a cui il Testo Unico d.lgs nr 81/2008 (d’ora in avanti T.U. o TUSL) attribuisce plurime ed articolate posizioni di garanzia in considerazione del fatto che il committente è il soggetto che concepisce, programma, progetta, finanzia l’opera e ne rimane in definitiva il dominus.

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A)    LAVORO ESEGUITO CON DIPENDENTI DIRETTI:

è l’ipotesi contemplata espressamente all’art 3 comma 9 del T.U., norma che introduce un’ulteriore distinzione con riferimento ai casi in cui i dipendenti rientrino nell’area di applicazione del CCNL dei proprietari di fabbricati o meno:

A.1) se i lavoratori rientrano nel campo di applicazione del “CCNL DEI DIPENDENTI di PROPRIETARI di FABBRICATI” (profili individuati all’art 18 del citato C.c.n.l. come quelle di portieri, personale di vigilanza, custodia, addetti alle pulizie, manutentori  di edifici ed impianti, addetti alla conduzione di impianti sportivi e spazi a verde, assistenti ai bagnanti di piscine condominiali) il datore di lavoro (proprietario/amministratore di condominio) deve ottemperare agli obblighi di:

►informazione ex art 36 T.U. (sui rischi connessi all’attività di impresa in generale, sui rischi specifici dell’attività, su quelli connessi all’uso di sostanze/preparati, sulle misure da osservare):

 anche senza previa redazione del DVR (ma previa comunque valutazione dei rischi)

  • da effettuarsi tramite comunicazione, meglio se scritta e meglio se indirizzata e recapitata personalmente ad ogni lavoratore, che dovrà rilasciare quietanza per ricevuta:
  • difatti, la giurisprudenza ha dichiarato inidonee allo scopo informativo le mere affissioni di informative ancorchè in luoghi accessibili ai lavoratori;
  • per la giurisprudenza, comunque, la comunicazione deve inoltre avere ad oggetto la specificità di ogni singola posizione lavorativa (il che conferma che non si possa prescindere dalla valutazione dei rischi);
  • L’obbligo di informazione non si estende al nominativo dei membri del servizio di prevenzione e protezione e del relativo responsabile (come invece avviene nella generalità dei casi), giacchè qui non è obbligatorio il servizio di prevenzione e protezione: in tema di obblighi di informazione, l’art 36 comma 3 T.U. non richiama l’obbligo di comunicare a questi lavoratori i nominativi di RSSP e addetti al servizio, obbligo contemplato dall’art 36 T.U. per la generalità degli altri lavoratori.

►formazione ex art 37 T.U.;

►se necessari, fornire i mezzi di protezione individuale che devono essere conformi alle diposizioni del titolo III del T.U.;

►istituzione del registro infortuni;

Insomma non c’è l’obbligo di redigere il documento di valutazione dei rischi ed istituire il servizio di prevenzione e protezione con nomina del relativo responsabile, ma occorre fare attenzione :

→ come anche affermato dalla Cassazione, con sent. n. 29299 del 2005, la valutazione dei rischi è adempimento propedeutico essenziale ed imprescindibile ai fini della sicurezza, in assenza del quale non è possibile fornire alcuna adeguata informazione né formazione!!

La valutazione dei rischi va fatta, dunque, anche se non c’è l’obbligo di redigere il documento. Non solo

→ In mancanza del DVR, il datore di lavoro (proprietario/amministratore  condominio) non sarà sanzionabile con la contravvenzione comminata per l’ipotesi di omessa predisposizione del documento, MA l’esenzione non si estende ovviamene alla responsabilità penale in caso di infortunio se risulta che lo si poteva evitare, qualora si fosse adeguatamente valutato il rischio e si fossero adottare le consequenziali e necessarie misure di prevenzione. In altri termini, il datore di lavoro risponde degli infortuni che si sarebbero potuti evitare con l’adozione di misure idonee, anche se non ha l’obbligo di formare il DVR.   

A.2) lavoratori esclusi dal campo di applicazione del “CCNL DIPENDENTI DI PROPRIETARI DI FABBRICATI”:

– se i lavoratori con i medesimi profili professionali del CCNL lavorano in stabili in cui abita il solo proprietario, i suoi parenti ed affini entro il terzo grado (anche se in appartamenti separati), nonchè quando sono addetti prevalentemente alla sede delle imprese dalle quali dipendono, non si applica il CCNL dei dipendenti di proprietari di fabbricati  (vedi art 1 comma 2 del medesimo ccnl) e quindi il datore di lavoro (proprietario o amministratore di condominio) deve osservare  il regime ordinario con obbligo di:

istituzione del servizio prevenzione protezione[1] con le funzioni di cu all’art 33 T.U. (individuare e valutare i rischi, individuare misure di sicurezza, elaborare misure di prevenzione e protezione/procedure di sicurezza e relativi controlli, proporre programmi di formazione ed informazione a favore dei lavoratori, fornire le informazioni di cui all’art 36 T.U., partecipare alle consultazioni in materia di sicurezza) e nomina del Responsabile del servizio ex art 17: le funzioni del servizio possano essere svolte direttamente dal datore di lavoro (art 34 commi 1 e 1 bis – svolgimento diretto da parte del datore di lavoro dei compiti di prevenzione e protezione da rischi), purchè abbia la licenza di scuola superiore ed attestato di frequenza con verifica di apprendimento ai corsi;

►rispettare le misure generali di tutela previste dall’articolo 15, fin da momento della scelte relative alla pianificazione/progettazione dei lavori;

►redazione dvr (nomina le medico competente se l’attività lo richiede quella soggetta a sorveglianza sanitaria);

►informazione ex art. 36 completa (ivi compreso nominativi del RSPP e degli altri addetti al servizio);

►formazione ex art 37;

fornire i mezzi di protezione individuale che devono essere conformi alle diposizioni del titolo III T.U.;

►Istituzione registro infortuni;

[1] il servizio prevenzione  protezione è la struttura tecnica (persone mezzi e sistemi) di supporto al datore, non ha funzioni operative, ma solo complementari e preparatorie (funzione strumentale), fa attività di consulenza tecnica al datore di lavoro, Rspp e gli addetti al Spp non possono di loro  iniziativa adottare misure di scurezza, anche perché non ha alcun potere decisionale né di spesa tanto che nè il responsabile  del servizio né gli addetti sono destinatari di prescrizioni penalmente sanzionate (il TU non prevede reati omissivi propri per il responsabile del servizio e per suoi addetti), non rivestono un’autonoma posizione di garanzia. Rspp risponde semmai solo per concorso nel reato omissivo del datore  lavoro per non avergli segnalato i rischi comunque per negligenza, imperizia, imprudenza nello svolgimento del suo incarico come concausa all’omissione antinfortunistica commessa dal datore di lavoro (sempre che non abbia assunto anche un ruolo attivo di direzione degli altri lavoratori. In tal caso può essere chiamato a rispondere come dirigente o preposto, soggetti che invece rivestono altresì specifica una posizione di garanzia).

 


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